Cicatrici come oro…

Il Giappone, paese dalle enormi risorse emotive e umane ancora una volta mi sorprende. Perchè? Perchè lo sapevate che se un vostro vasellame, prezioso o affettivamente significativo si rompe, esiste il kintsugi? E’ una tecnica di riparazione molto particolare che anziché nascondere le linee di frattura dell’oggetto con una incollaggio perfetto e coprente, segue tutt’altro criterio, rimarcando le stesse linee usando oro o argento fuso per riempire e quindi sottolineare il motivo frastagliato della lesione trasformando così l’oggetto in una nuova opera che non snatura affatto la forma precedente, ma semmai regala all’oggetto una cicatrice luminosa.

Il principio del kintsugi appare evidentemente opposto a quello che anima tutti noi allorquando avviene una qualunque rottura: pena, dolore, colpa, vergogna, fallimento, rovina, angoscia, perdita o lutto che sia.

“La vita è integrità e rottura insieme. La tua zuccheriera ora ha una storia ed è più bella. Il dolore ti insegna che sei viva, il solco che lascia deve essere valorizzato” 


Mostrare orgogliosamente le cicatrici sembra una modalità proveniente da epoche passate, fa pensare a certi rituali d’iniziazione delle tribù pre-colte. Fa pensare alternativamente a forme autopunitive o a forme esibizionistiche. Fa pensare, ad esempio, alla fierezza con la quale gli aborigeni australiani mostrano ai giovani iniziati l’orribile cicatrice sul proprio pene. Insomma roba d’altri tempi oramai seppellita nella nostra memoria collettiva e lì destinata a rimanere. Ma assieme a ciò che è destinato ad essere sepolto dal tempo rischiamo di seppellire anche le nostre capacità reattive o meglio le nostre possibilità resilienti, poichè oggi piuttosto vulnerabilità o fragilità personali, per non dire problematiche di salute più serie e invalidanti, ci iscrivono d’ufficio nelle categorie dei “diversamente qualcosa”, ci escludono in automatico dal market delle opportunità e della vita vissuta esiliando talvolta dalla pratica sociale secondo una mentalità fin troppo assurdamente diffusa.

Il kintsugi ci indica viceversa che ogni storia, anche la più travagliata, è fonte di bellezza e che ogni cicatrice è la cosa più preziosa che abbiamo.
Il kintzugi non è solo metafora di ri-storificazione e valorizzazione dell’esperienza, nonché metafora di cambiamento non-catastrofico, ma è anche metafora di articolazione delle parti col tutto, di trasformazione creativa della vita a partire dalla perdita di alcuni frammenti che non possono più essere reintegrati, di accettazione positiva di tale trasformazione che concepisce l’identità mobile e continua allo stesso tempo.
La zuccheriera di prima non c’è più, ce n’è una nuova che ricorda molto la precedente, che è fatta al 90% della stessa materia, ma ricombinata in un modo differente a partire dalla caduta. La vera differenza sta nel fatto che questa nuova zuccheriera è però un’opera d’arte. Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione?  
Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe. “Spaccatura, frattura, ferita” sono percepiti come l’effetto meccanicistico di una colpa, perchè il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno.
Dobbiamo prendere spunto da questa lontana cultura e comprendere che il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco. Il dolore ti lascia più saggio, a volte. In alcuni casi ti lascia più forte. In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno. Sempre. Un segno che faremmo bene tutti a iniziare a materializzare con l’oro.



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2 pensieri su “Cicatrici come oro…

  1. The kintsugi bowl above was made and kintsugi mended by Morty Bachar from Lakeside Pottery and used with our permission or credit. For more about our kintsugi process and offering, see link below:

    http://lakesidepottery.com/Pages/kintsugi-repairing-ceramic-with-gold-and-lacquer-better-than-new.htm

    Kindly, Morty and Patty

    Lakeside Pottery Ceramic Restoration Studio
    543 Newfield Avenue
    Stamford, CT 06905, USA
    203-323-2222
    http://www.lakesidepottery.com

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