Il posteggiatore abusivo: un "onesto" lavoratore!

Per chi non fosse di Palermo forse potrebbe risultare un fenomeno del tutto sconosciuto, ma da noi è una vera piaga. Ovunque tu vada, non esistono più zone franche, ogni angolo ha il suo “libero professionista” apposito e appostato. Quando ero bambina mi ricordo, le zone in cui si trovavano simili individui erano ben poche, e solitamente erano quelle con un maggior afflusso di traffico per cui paradossalmente svolgevano quasi un servizio alla comunità garantendo scorrevolezza e velocità nel parcheggio, quasi meglio dei vigili pagati dal comune. Chiedevano in cambio una piccola offerta, a discrezione del tuo “buon cuore”. Oggi invece, il confine tra elemosina ed estorsione è decisamente superato a vantaggio della seconda, e ovviamente a svantaggio dei cittadini.
Se vi spostate più volte, come è capitato a me stamattina, ne incontrerete talmente tanti che a un certo punto inizierete a giocare a “indovina dove si nasconde il posteggiatore!”. A 50 metri dal Tribunale, in via Nicolò Turrisi, se provate a parcheggiare l’auto e poi ad andare via senza pagare, verrete seguiti da tizi dai volti per nulla raccomandabili che continuano ad urlare “buongiorno!” con tono sempre più forte e minaccioso con l’unico scopo di spaventarvi talmente tanto da farvi pagare. Eppure da li passano costantemente polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza, magistrati, pubblici ministeri e …ci fosse un “cornuto” che dice qualcosa, tutti a fare finta di niente. Scommetto che nemmeno l’Onorevole Orlando, il nostro carissimo sindaco, ne ha mai visto uno.
Alcuni hanno addirittura la presunzione di affermare che sono utili perchè da lontano ti indicano che qualcuno sta liberando uno stallo e che quindi puoi parcheggiare a colpo sicuro. Beh, scusate, ma se questa è utilità allora perchè non ringraziare anche chi mi ruba il motorino e poi mi chiede solo duecento euro per restituirmelo?
Detto questo, quello che oggi mi ha sconvolto in uno dei miei spostamenti e che non dimenticherò mai è stata la risposta di uno di loro. Ero appena arrivata in via Pindemonte e avevo appena posteggiato. Sto tipo viene fuori da dietro una macchina più avanti e mi domanda due euro. E dico DUE!
Gli domando a che titolo mi stesse chiedendo quei soldi dato che avevo appena posteggiato in zona a pagamento e questo, tomo tomo, mi dice: «Io sono qua a titolo del Signoruzzo, e tu devi stare zitta perché sei femmina e basta».
Mi sono talmente innervosita per la minaccia poco velata che mi aveva appena rivolto sfumacchiandosi la sua sigaretta elettronica che ho dovuto contare fino a nonmiricordochenumero prima di dire qualcosa di azzardato. E alla fine, dopo aver contato, quello che avevo da dirgli gliel’ho detto lo stesso.
“E visto che sono femmina, come dice lei, se non le do i soldi che mi succede? Si livassi ri mmenzu ai piari ca c’iaju chiffari …o aju a ‘chiamari i carabinieri e biremu si sugnu fimmina e m’e stari zitta?”
Preso atto della mia presa di posizione, anche piuttosto sboccata, mi ha guardato con sguardo decisamente mafioso ma impotente e ha voltato le spalle, dirigendosi verso un’altra automobile che stava in quel momento posteggiando. Era giorno e se anche avesse voluto reagire avrebbe avuto decine di persone intorno.
Io, ovviamente, me ne sono andata con cuore pesante, temevo che al mio ritorno avrei trovato qualche sgradita “sorpresa”, e invece per fortuna l’omuncolo se n’era già andato e a ricordo non aveva lasciato nessun souvenir sulla mia auto, per la quale forse avrà provato compassione, essendo così vecchia che sfregiarla forse non gli avrebbe dato alcuna soddisfazione.

Ora, mi domando e chiedo, è mai possibile che non si faccia nulla per debellare questo fenomeno? Capisco che sia ormai divenuta una figura “etno-antropologica” integrante da decenni, se non addirittura da più tempo, il panorama socio-economico occulto della città. Ma è pur sempre una vera e propria estorsione quella che viene a subire ogni giorno, e spesso anche più volte al giorno, il cittadino costretto a spostarsi coi mezzi privati.
Perchè dobbiamo continuamente ritrovarci di fronte fenomeni di connivenza e mai qualcosa che lasci sperare in una evoluzione culturale e, a questo punto, anche morale?

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2 pensieri su “Il posteggiatore abusivo: un "onesto" lavoratore!

  1. Basterebbe che i vigili facessero il loro dovere, impedendo a questi criminali di usucapire spazio pubblico per attività decisamente illecita, anzichè spartissi parte dei guadagni della giornata. Considerato poi che sono tutti “falsi” nullatenenti che rendono l'intera sistema un misero fake di se stesso.
    Se ognuno di noi facesse solo quello che deve, senza per forza compiere azioni straordinarie, sarebbe una Palermo migliore, sarebbe una Italia migliore, sarebbe un mondo migliore!

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