Cambiamenti

Quando diciamo cose tipo “Le persone non cambiano”, facciamo impazzire gli scienziati. Perché il cambiamento è letteralmente l’unica costante di tutta la scienza. L’energia, la materia, cambiano continuamente, si trasformano, si fondono, crescono, muoiono. È il fatto che le persone cerchino di non cambiare che è innaturale, il modo in cui ci aggrappiamo alle cose come erano invece di lasciarle essere ciò che sono, il modo in cui ci aggrappiamo ai vecchi ricordi invece di farcene dei nuovi, il modo in cui insistiamo nel credere, malgrado tutte le indicazioni scientifiche, che nella vita tutto sia per sempre. Il cambiamento è costante. Come viviamo il cambiamento, questo dipende da noi. Possiamo sentirlo come una morte o possiamo sentirlo come una seconda occasione di vita. Se apriamo le dita, se allentiamo la presa e lasciamo che ci trasporti, possiamo sentirlo come adrenalina pura, come se in ogni momento potessimo avere un’altra occasione di vita, come se in ogni momento potessimo nascere ancora una volta.
Ovviamente, come tutte le grandi prospettive della vita, è più facile a dirsi che a farsi. Perchè? Perchè quello che viviamo condiziona il nostro modo di agire tanto quanto la biologia. Se dal momento in cui nasciamo, sappiamo come respirare e mangiare; crescendo emergono nuovi istinti: difendiamo il territorio, impariamo a competere, cerchiamo una tana e, cosa più importante di tutte, cerchiamo un branco. Con un minimo di due membri. E la biologia è una gran rottura a volte, perchè vorrebbe farci credere che siamo quel che siamo in modo immutabile, secondo un codice inciso a fuoco nei nostri geni. Cazzate. La vita ci cambia. Sviluppiamo tratti nuovi, difendiamo meno il territorio, smettiamo di competere, impariamo dai nostri errori, affrontiamo le nostre più grandi paure. Nel bene o nel male troviamo il modo di diventare qualcosa di più della biologia. Il rischio, naturalmente, è che si possa cambiare troppo, al punto da non riconoscere più noi stessi. Ritrovare la strada può essere difficile, non c’è né bussola, né mappa. Possiamo solo chiudere gli occhi, fare un passo, e pregare Dio di riuscire ad arrivarci. 
Perchè spesso non importa quanto ci impegniamo, ci sono ferite che non si rimarginano mai del tutto. Potresti doverti abituare ad un modo di vivere completamente diverso, le cose potrebbero essere cambiate in un modo troppo radicale per poter tornare com’erano prima.
Insomma, crescere è decisamente doloroso e chiunque dica il contrario mente. Mente spudoratamente.
La vita comporta fare delle scelte, agire con motivazione, entusiasmo, passione, progettualità, volontà, determinazione e spirito di sacrificio per raggiungere i propri obiettivi.
Occorre solo trovare l’ambiente relazionale che ci fa stare bene e adattarsi al cambiamento con piena volontà. Imparare a contenere e gestire le paure, le tensioni e le angosce che possono limitare e bloccare il nostro comportamento. Ogni emozione, infatti, non ha di per sé un significato buono o cattivo: siamo noi che, condizionati dal nostro passato, le interpretiamo e le trasferiamo alle nostre aspettative del momento. Esistono delle vulnerabilità per ognuno di noi, automatismi difficili da smaltire.
Il cambiamento fa parte della nostra vita eppure se questo non avviene in maniera graduale ci spaventa e ci sottopone a dubbi e paure, perchè spesso non si è preparati a ciò che comporta: una riorganizzazione del proprio stile di vita da un punto di vista mentale, emotivo e relazionale.
Naturalmente ci sono i cambiamenti “positivi”, quelli scelti dalla persona stessa e quindi fonte di atteggiamenti costruttivi e adattivi che danno forza e vigore; e quelli “negativi” quindi non scelti, ma imposti come i lutti, i cambiamenti nello stato di salute o la fine di una relazione importante e che comportano stati momentanei di SHOCK, con conseguente ritiro dalla realtà, agitazione e confusione, momentanea perdita d’identità e malessere.
In questi casi, la razionalità è messa a tacere a fronte di un’emotività forte e incontrollabile.
Cosa fare? Capire che a volte cambiare è una cosa buona, a volte cambiare è tutto perchè ci permette di accettare l’incertezza della vita, scoprire nuove potenzialità e renderci persone migliori.
Insomma, comporta l’allontanamento da uno stato di equilibrio e quindi per forza di cose un atto di coraggio.

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