Quando Facebook diventa Becchinobook…

facebook-morte-necrobookE’ ufficiale. La nuova era tecnologica dei social network sta decisamente provocando una mutazione genetica e delle abitudini. Ormai la morte di un personaggio famoso non si attende. Bisogna annunciarla. E i becchini di facebook lo fanno per mestiere.

Ci sono i becchini-lampo: quelli che hanno beccato la notizia guardando la tv o navigando su un sito di informazioni in tempo reale. Si gettano a capofitto su facebook per essere i primi a dare la novella, credendo di ricavarne l’effimera gloria di aver battuto la propria cerchia di amici. In breve tempo i becchini-lampo vengono sopraffatti dai becchini-sul-pezzo. I becchini-sul-pezzo sono l’evoluzione dei precedenti. Non vanno subito su facebook a dare la notizia perché prima vogliono leggere un paio di articoli ed approfondire la questione. Desiderano, come i primi, far rimbalzare la notizia, ma l’arricchiscono con un minimo di informazione in più. Esempio:

“E’ morto XXXXX YYYYYYYY” (becchino lampo)
“E’ morto XXXXX YYYYYYYY , è andato fuoristrada mentre tornava a casa” (becchino sul pezzo)

A questo punto la notizia è già diffusa, in TV ne cominciano a parlare, e viene a galla la necessità di far vedere di essere scioccati. Il problema è che su facebook è ancora troppo presto per piangere perché non è ancora matura l’onda emotiva. Si affacciano timidamente i becchini-sentenziosi. Quelli che pubblicano una foto del personaggio scomparso accompagnata da una frase concisa ma emotivamente pregna.

“Ciao XXXXX, riposa in pace”
“Addio XXXXX, ci mancherai”
“E’ morto XXXXX, nessuno come lui”

In brevissimo tempo facebook si riempie di emotività ed anche i più timidi, ossia quelli che aspettavano che si commuovessero tutti prima di addolorarsi in prima persona, scendono in campo per dire la loro. Ne consegue un’epica lotta all’ultimo sangue in cui si abusa di sentimenti in offerta 3×2, frasi fatte e citazioni terrificanti. Il terreno è pronto per i becchini-addolorati. Ovvero, coloro che scrivono cose agghiaccianti tirando in ballo angeli, fiori e paradisi.

“Gli angeli in cielo…”
“è stato strappato il fiore più bello…”
“dal Paradiso ci starai guardando e starai dicendo… (+frase del cribbio)”

È il momento più duro per frequentare facebook perché si accavallano una serie di poeti in erba che farebbero andare in depressione anche DJ Francesco. Il culmine si raggiunge quando i produttori di link professionali, sfruttando l’ondata emotiva, sono costretti a pensare per la prima volta una frase con la loro testa senza poterla scopiazzare da qualche autore classico. Ne derivano sgrammaticature urticanti che però tutti i sottoscrittori compulsivi condividono istantaneamente:

“Oggi moriva XXXXX, i suoi performans ci anno insegnato a vivere la vita con pienutidine”

Ultimi in ordine cronologico, ma possibilmente tra i peggiori in assoluto, arrivano i becchini-citazionisti, ovvero coloro che non avendo partecipato pienamente al rimbalzo della notizia desiderano evidenziarsi incollando una frase epica attribuita allo scomparso. Appaiono così frasi che nessuno conosceva ma che tutti, appena lette, sono pronti a diffondere senza minimamente preoccuparsi di verificarle. “fate questo in memoria di me” (il morto del giorno)

Nei commenti appaiono puntuali:

“sarai nella memoria di tutti”
“era un grande, ci mancherà”
“ha vissuto la vita fino all’ultimo secondo” (strano pensavo avesse vissuto anche 5 minuti dopo…)
“sarai sempre nei nostri cuori”

Ecco… “sarai sempre nei nostri cuori“… un must.
Nessuno scrive “sarai sempre nel MIO cuore“. No! Casomai nei NOSTRI cuori. Il becchino addolorato di facebook non si emoziona se non in condivisione. Non può scrivere che lui è addolorato, deve sentirsi parte di un gruppo di addolorati ed in tal caso lotta fino allo stremo per dimostrare che è il più addolorato di tutti. Se non ci fosse facebook direbbe “chi cazzo è morto???” ma in bacheca è affranto, disperato, inconsolabile… purché in sharing.

Chiudendo la saracinesca del dolore troviamo i becchini-polemici, ossia quelli che non hanno partecipato con trasporto alla diarrea emotiva ma sentono comunque il bisogno di onorare la morte del mito del giorno segnalando, sottolineando, analizzando e polemizzando sulle cause della morte e sulle colpe di qualcuno che “deve prendersi le sue responsabilità“. Esempio:

“Muore XXXXX andando a frantumarsi contro una pianta ed il becchino-polemico se la prende con chi ha consentito di far crescere una pianta proprio lì, dove era ovvio rischiare la vita uscendo fuori strada a MACH 2.”

Una deriva insopportabile del becchino-polemico è il becchino-complottista. Tale soggetto scopre dal filmato su youtube (compresso, a quadrettoni di 30×30 pixel) una rondella piegata in modo sospetto che probabilmente ha causato l’incidente, e così incomincia ad ipotizzare piani segreti che presto arrivano a toccare UFO, satanismo e cerchi nel grano.

Curioso infine Il becchino-snob, assai raro, potenzialmente tutti lo siamo, il problema è essere nel mood giusto al momento propizio. Egli è il parente del becchino-nichilista, ma a differenza di quest’ultimo, ha facebook.

La differenza specifica – per dirla con Aristotele – sta nel fatto che questo becchino non si commuove mai, egli è duro anche con se stesso e il suo moto è “meglio stronzi che ipocriti“. Tuttavia, dal momento che è su facebook deve far sapere a tutti che non si è commosso. E il suo obbiettivo è deludere schematicamente la commozione altrui. Partono allora commenti del tipo

guardate che XXXXX non era mica un santo, cosa cazzo lo piangete?

la discussione che ne deriva mette in luce la sua cattiveria, e per non sembrare una persona insensibile il becchino-snob cade nel bisogno di giustificare la sua anti-commozione tirando fuori argomenti che coinvolgono povertà nel mondo e gli svantaggiati, diventando a questo punto un becchino-polemico o becchino di massa.

In rari casi il becchino-snob può diventare un becchino-alternativo, ricordando in modo addolorato un altro personaggio ai più sconosciuto, morto nello stesso giorno, ma il cui decesso è stato eclissato dal defunto mainstream. È molto probabile che il becchino-alternativo si comporti in tal modo per far vedere ai suoi pari quanto egli sia più giusto nel giudicare la gerarchia d’importanza che esiste tra i morti.

Impossibile, a questo punto, scordare i becchini-immagine. Ovvero coloro che sostituiscono la propria immagine profilo con la foto del morto di turno e che la tengono finché il loro bisogno di apparire non torna a galla o, in alternativa, finché non muore qualcun’altro.

Tempo 24 ore il dolore si sarà placato fino a scomparire del tutto. I becchini di ogni specie tornano a pubblicare video di gatti, canzoni di Jovanotti e citazioni di Ammaccabanane&Love.

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