Indignàti a sbafo!

Sarà che l’età che avanza rende tutto più pacato. Sarà che oggi è domenica e fuori fa un freddo cane per cui la mia modalità è “a riposo”, ma non posso non notare come, sulle piazze reali e virtuali di discussione popolare, indignarsi sia diventato uno sport quasi olimpico. Tutti, chissà perchè, di fronte a certe notizie si trasformano in veri e propri supereroi della collera e del disgusto.
Sembra nata una nuova categoria: l’ICAS – Indignato comunque a sbafo.
Questi ha la caratteristica di bruciare la sua rabbia in fuochi di paglia rapidi e innoffensivi. A prescindere.
Gli appartenenti a tale categoria di supereroi dell’inutiloquio spesso si atteggiano a super intellettuali. Pubblicano su Facebook invettive degne di comparire in un comunicato delle Brigate Rosse, sentendosi autorizzati ad usare ogni tre righe espressioni come “La Casta” o “I Politici”, tanto generiche quanto spuntate, sebbene non sappiano esattamente la reale portata del fenomeno che si prestano a commentare.
Tant’è vero che quando poi viene fuori il caso umano (Don Verzé è morto, mischino! Cuffaro è dimagrito! Lele Mora ha ingoiato una confezione di Ansaplasto!) l’indignazione si squaglia e rimane solo il compatimento.
Comprensibile compatimento, per carità: ma l’ideale sarebbe evitarla questa indignazione generica così come la lacrimuccia in bilico per tutte le occasioni in cui qualche mascalzone dichiara “Tengo Famiglia”.
Perchè l’opinione sarà per definizione opinabile ma è tanto più valida quanto più coerente con se stessa.
Rischio nefasto è che entrambe le posizioni diventino come lo junk food: riempiendo senza nutrire.

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