L’armatore

Eccola. Guardi all’orizzonte, tra le distese infinite di mare e i suoi riflessi blu-azzurrognoli, spume disorientanti e tendendo l’orecchio per udire stormi di gabbiani riuniti, in cerca di terra e alla fine la senti. Non la vedi; la terra arriva con un urlo: “terraaaaa”.
Per qualche tempo si chiamava “Americaaaaaa”, ed è stata meravigliosamente raccontata da Baricco in Novecento, per cui oso una rispettosissima citazione.
Tu continui a veleggiare con gli occhi già pronti al futuro che si prospetta, ma man mano che si avvicina, la terra che arriva ha un non so che di selvaggio. Ti si aprono quindi due strade. Sulla prima, ci sono le provviste, un certo periodo per raccoglierle, e puntare la nave verso altri lidi; magari anche quelli natii, più sicuri perché già provati e rassicuranti perché lì hanno navigato le generazioni precedenti. Il futuro sarà forse più certo ma stantio.
Nella seconda c’è il rischio, l’avventura, dolore e fatica; ma soddisfazione e futuro. Un futuro incerto, ma che vale la pena vivere.
L’Italia ha da sempre percorso la prima strada. Con la Prima Repubblica, trainata dalla Democrazia Cristiana che aveva un fascismo incostituzionale a destra (il fascismo non poteva e non può governare) e un comunismo interrotto a sinistra (dipendeva in tutto da Mosca; caduta quella, il comunismo italiano divenne vagamente anacronistico fino ad oggi). La DC quindi rimase al potere per 52 anni, e con il potere assicurato, decise per l’Italia una posizione marginale nel mondo. Sia dal punto di vista politico, nonostante i moti studenteschi che speravano per propri figli un futuro migliore; sia dal punto di vista di crescita, decidendo, per esempio, le sorti della Olivetti che inventò il computer ben 10 anni prima dei colossi americani. Distrussero la Olivetti perché l’Italia non poteva essere superiore agli USA. Fu una scelta.
Oggi Berlusconi e il governo, prevalentemente mafioso (visto che le proposte per risollevare il Paese crollano quotidianamente; vedasi, per esempio, le proposte per ridurre il vitalizio pensionistico di 3000€/mese facendo solo 5 anni di lavoro), ereditando questo disfattismo, consegnano il Paese ad una mandria di vacche magre. E i giovani, molto meno di quanto dovrebbero essere (come viene detto su questo articolo de La Stampa), abbandonano saggiamente il Paese. Quell’isola è troppo selvaggia per popolarla; ce ne saranno di sicuro altre meno complicate e più vivibili. L’Italia è un paese così complicato che lo potevano affidare solo agli italiani. Oltretutto, gli italiani sono sempre più vecchi: l’Italia può in effetti diventare ospizio d’Europa.
L’Italia ha, invece, bisogno del secondo Risorgimento; anzi del primo. Vero e giusto. Almeno per una volta.
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