Avanti a chi tocca

Alla morte di Vittorio Arrigoni, l’unico sentimento che sono riuscita a provare è stato sgomento. La vita di un volontario che ha dedicato la propria esistenza in favore dei popoli più oppressi del mondo, è stata falciata via come fosse un misero giunco senz’anima. Ma intanto, cosa possiamo mai fare noi poveri consumisti occidentali, incuranti del destino di tutti quelli che “hanno scelto di vivere da sfigati”? Non è affatto colpa nostra se c’è chi ha deciso di nascere, vivere e morire in luoghi dove i basilari principi di democrazia e solidarietà umana subiscono ogni giorno degli attentati. Un pazzo armato che fa una strage è un pazzo armato che fa una strage. E due salafiti pazzi che ammazzano senza motivo il povero Vittorio Arrigoni sono due salafiti pazzi. Destino inevitabile. Vorrebbero farci credere!
Ma quella parte rilevante di italiani che anonimamente scrive per commentare con cattiveria la morte di un povero ragazzo è qualcosa che esula dal destino.
L’impazzimento di un intero popolo sta diventando regola: preoccupiamoci!

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