Decenza e lega nord non possono stare nella stessa frase


Ieri, in occasione di un altro massacro della decenza alla Camera dei deputati, un onorevole, Massimo Polledri (nella foto a fianco), della lega, si è manifestato in un’espressione a dir poco ignobile. Come raccontano i giornali Piacenza Sera in http://www.piacenzasera.it/politica-cittadina/caso-polledri-reggi-il-suo-comportamento-getta-fango-su-piacenza-.jspurl?IdC=1093&IdS=1093&tipo_padre=0&tipo_cliccato=0&id_prodotto=6038&tipo=0&css=&com=c e altri di tiratura nazionale, come La Repubblica nel video in fondo al link precedente, dopo un accusa grave di un altro on. del pdl alla on. Argentin del pd, portatrice di handicap, costretta sulla sedia a rotelle ed impedita all’uso delle mani, l’on. Polledri ha commentato con frasi vergognose la Argentin; ha chiesto poi scusa in modi rapidi e senza pensarci troppo.
Bisogna fare una piccola premessa. L’on. Polledri è un neuropsichiatra dell’infanzia che, dopo aver completato gli studi in medicina e chirurgia ha deciso di approdare alla lega. Ovvero, ha donato il suo cervello alla ricerca medica. Fossero state parole uscite da uno qualunque della lega, avrei quasi compreso: chi non ha cervello, scagli la prima pietra. Ma lui ce l’ha avuto, e l’ha usato per studiare medicina. Che fine ha fatto?
Un altro articolo, di Massimo Gramellini, su La Stampa del 01-04-2011 commenta così e molto meglio di me:
Fra le tante manifestazioni di beceraggine verificatesi alla Camera nelle ultime 48 ore, ce n’è una che rappresenta un salto di qualità. Durante l’intervento in aula della parlamentare diversamente abile Ileana Argentin, un suo collega diversamente intelligente ha gridato: «Fate stare zitta quella handicappata del czz». L’episodio non può essere liquidato con la solita alzata di spalle con cui ogni giorno cerchiamo di proteggerci dalle aggressioni al buongusto perpetrate dai nostri rappresentanti. L’insulto a una donna in sedia a rotelle esorbita dal dibattito ideologico, perché attiene a una dimensione prepolitica e semplicemente umana della convivenza. Per questo tacerò il partito a cui appartiene chi ha pronunciato quelle parole, seguite da scuse frettolose che confermano lo scarso peso che l’autore attribuisce al suo gesto. Rivelarlo qui sposterebbe l’attenzione del lettore, innescando la solita rissa fra fazioni che, dopo averci annebbiato il cervello, sembra averci sterilizzato anche il cuore.

Mi interessa di più vedere se quel partito avrà il coraggio morale di punire il suo indegno soggetto. E mi interessa comprendere quando la nostra rassegnazione supererà il livello di guardia. Quando cioè cominceremo a stufarci di pagare lo stipendio a dei ceffi che sarebbero tollerati a stento in una curva di ultrà. Certe frasi sputate in un momento di irritazione non vengono dal nulla. Incubano, magari per anni, in una palude di pensieri facili e brutti. Quanti elettori si sentono parte della palude? Io spero nessuno di noi. Altrimenti avrebbero ragione loro.(da http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=974&ID_sezione=56&sezione)
Così, seguendo l’indignazione morale, ho deciso, e suggerisco a voi di fare lo stesso, di scrivere anche all’on. Polledri (che tanto onorevole non mi sembra), come già avevo fatto all’on. Casini (altro capitolo a parte. Se non altro non insulta chi nemmeno se lo merita e per ragioni che non hanno a che vedere con l’umanità). Di seguito la lettera, inviata il 01-04-2011 a Polledri presso il sito istituzionale della Camera dei Deputati (nella lettera mi son firmato col vero nome, naturalmente):
OGGETTO: Un po’ di decenza, per favore
Gent Massimo Polledri,
le scrivo per mostrarle il mio disappunto e il mio disgusto per le sue affermazioni di ieri nei confronti della on. Argentin, obbligata per la casualità della vita a sedere su una sedia a rotelle e impedita all’uso delle mani. Le sue affermazioni, che non possono venire contestualizzate in nessun caso, devono meritare scuse ben più profonde e sentite.
Oltretutto, lei è anche un’uomo che ha studiato, si è laureato e in medicina e chirurgia con specializzazione in neuropsichiatria infantile (mi infastidisce doverglielo ricordare). In questo caso, è stato lei ad essere infantile. Io non faccio né parte del PD né l’ho votato mai. Ma queste sue parole lasciano di stucco me e il suo comune, come sottolineato da questo articolo http://www.piacenzasera.it/politica-cittadina/caso-polledri-reggi-il-suo-comportamento-getta-fango-su-piacenza-.jspurl?IdC=1093&IdS=1093&tipo_padre=0&tipo_cliccato=0&id_prodotto=6038&tipo=0&css=&com=c perchè contro la persona stessa e contro il suo passato. Capisco ora come faccia a par parte di un partito, quello leghista, che raccoglie sempre più personaggi che, nonostante siano dotati di un cervello, non vogliono usarlo una volta sotto il sole padano (che, tra parentesi, NON esiste).
Come portatore di disfunzioni fisiche, attendo sue cortesi risposte e, sopratutto, scuse.
Cordiali saluti,
D.
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